Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande

Capaci Massacre
Capaci Massacre

“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande” è questa una delle ciniche constatazioni che Giovanni Falcone affida a Marcelle Padovani in “Cose di cosa nostra“. Falcone non si riferiva ad una generica condizione umana ma a quella specifica dei servitori dell’anti-stato o dello stato.

Nel dualismo speculare tra buoni e cattivi la perdita di “alleanze e sostegno” segna il fato dei corrotti e degli incorruttibili:  “pezzi da novanta” e “carrubbi“. Il “Baccagghju” o “Baccaglio” delle mafie è il codice di lettura di fenomeni criminogeni nei quali “infami” e “zaffi” muoiono con le stesse bestiali occorrenze.

L’interpretazione dei segni, dei gesti, dei messaggi e dei silenzi, costituisce una delle attività principali dell’uomo d’onore. E di conseguenza del magistrato.” spiegava Falcone prima che lo “astutassero“. Peppino Impastato invece sfregiava gli “appellativi” degli uomini d’onore, facendoli diventare personaggi da fumetto. Così il temuto boss “Zio Tano” era diventato “Tano Seduto” ed i suoi vice “Manu Cusuta” e “Quadara Calante. Alla sua goliardia la “commissione edilizia” del “comune di Mafiopoli” reagì con ben poca ironia. Lo torturarono, gli aprirono la scatola cranica contro una pietra e gli piazzarono sotto il corpo una carica di tritolo da miniera. L’esplosione ridusse il corpo in pezzi e brandelli, sparsi nel raggio di diversi metri. <<Così poteva sembrare anche un “incidente di lavoro” capitato ad un anarchico maldestro. Ma provarono persino a dire che poteva essere suicidio>> mi ha raccontato personalmente  Salvo Vitale che è stato tra i fondatori di radio out ed era il suo più caro amico.Ersilio Galimberti

Ai racconti di Salvo ed all’incidente di “lavoro/suicidio” ho ripensato quando nel novembre del 2018 è stato rinvenuto Ersilio Galimberti, un aziendalista ed immobiliarista di Adria che operava, con alterni successi, in CR ed SK. Giaceva da due mesi in una pineta, freddato da un pistola. L’arma, con matricola abbrasa, fu rinvenuta insieme a due caricatori sotto i suoi penosi resti in decomposizione. Queste macabre circostanze, compatibili con la simbologia delle esecuzioni criminali hanno reso Ersilio, l’uomo dal carattere gioviale col quale avevo pranzato tre volte, il soggetto degli esperimenti forensici di un anatomopatologo.

Gli inquirenti hanno ritenuto i risultati dell’autopsia compatibili con un tragico suicidio ed archiviato il fascicolo giudiziario sulle eventuali responsabilità di terzi. Questo mi ha spinto a non palesare pubblicamente le incongruenze nella ricostruzione ufficiale. Invece la notizia della irreperibilità di Loris Colusso, che da tempo sospettavo di essere uno dei consulenti della Terra Real SrO, la società slovacca che ha importato dal Sud America cinquecento chili di cocaina, destinata alle piazze italiane slovacche e tedesche mi costringe a “cantare e “vuotare tutto il sacco“.Papaleo Interview – Lidove Noviny

Appreso in tempo quasi reale della denuncia di scomparsa di Loris ho chiesto “una spiata” ad un amico arguto. Egli, alludendo a “Luca Brasi” ed al “Padrino” mi ha risposto seccamente “Colusso è nel cemento o dorme coi pesci“. La sua preveggenza continua a turbarmi nonostante sia mia convinzione che l’analisi anatomo-patologica del corpo rivelerà la presenza di acqua nei polmoni e di farmaci antidepressivi nel sangue. Qualunque saranno i risulati dell’autopsia, alla pietà dovuta a tutti gli esseri umani vittime di un avverso fato, nel caso di Loris “il Ragioniere” Colusso è da considerare anche il pregiudizio che la sua scomparsa apporta alla conoscenza di molte verità. Ho disapprovato la sua abitudine di processare “in absentia” e mi addolora trovarmi in questa situazione.

Ma la società civile slovacca ha diritto di conoscere la reale valenza degli interessi criminali nel quadro degli scambi economici tra i nostri rispettivi paesi e il significato di una serie di vicende surreali, solo in parte già note alla pubblica opinione ed agli uffici giudiziari.Papaleo South China Morning Post

Occorre capire come ‘Ndranghetisti in Lamborghini bianca ed imprenditori delle “società cartiere” hanno incassato i soldi dei finanziamenti europei per progetti tarocchi. Bisogna scoprire perché si riscontrano armi di fabbricazione cecoslovacca in tutti gli arsenali sequestrati dalle forze dell’ordine. E’ imperativo accertare che c’entra l’arresto di Paolo Ruzzini (ex CEO di SE) con i continui ritardi nel completamento della centrale nucleare di Mochovce di cui l’ENEL italiana ha una quota di controllo (quì il mio reportage per la TV austriaca PULS4).

Se tra chi voleva lucrare sul progetto MO3&4 c’erano persino i “predoni” delle ferrovie Nord (il Presidente Norberto Achille e suo figlio Marco) e Renzo il figlio di Umberto Bossi è perché l’ex Cecoslovacchia è terreno fertile per il malaffare: attività di riciclaggio internazionalefrodi comunitarie e persino la preseza nelle stanze del potere delle due amanti dello ‘ndranghetista Antonino Vadalà: una ex miss universo segretaria del Premier Robert Fico ed una ex miss Michalovce impiegata all’ufficio UE presso il ministero.

Come si spiegherebbe altrimenti come un picciotto” della ionica, riverito come “marchese sia diventato uno dei migliori clienti del casino Reduta, dove in una sola sera gli ho visto perdere al tavolo da gioco piu di 50mila euro? Non era da meno Super Mario” Bertuccio, “il RE dell’IVA che, dopo essere stato lo sponsor di Colusso e prima di essere arrestato dagli “zaffi cechi” è stato uno dei patron del circuito motociclistico di Brno.Mario Belluccio “Il RE dell’IVA” sponsor di Buongiornoslovacchia.sk

Occorre infatti considerare che l’oro è merce di scambio ma l’Iva è più preziosa e la coca vale più del platino e che nel caso dei 500 chili di “roba purissima” sequestati a Mestre “a spedirla  era stato “undercover 8067” l’infiltrato della Polizia Giudiziaria che era riuscito ad “ungersi” coi “picciotti“.

Questi sono solo alcuni delle circostanze note in relazione ad una storia tutta ancora da raccontare e nella quale si intrecciano strettamente: elusioni fiscali, truffe e traffici, collusioni e corruttele. Una storia paradossale già solo per i nomi dei principali protagonisti. Tra quelli già pregiudicati figurano Nino Vadala “il Vitello” suo padre Giuseppe “Cappeddazzu“, e gli zii Domenico “Bellu Lavuru” e Micu u Lupu“. Gente che operava in Slovacchia perché Giuseppe “Tiradritto” Morabito, dal carcere e per come intercettato dalla DIA, avallava le operazioni.Miro Pejko, vanished in 2015

Ma anche le “teste di legno“,  “i consigliori”  e gli “amici degli amici” in Slovacchia e Repubblica Ceca hanno il vizio degli “appellativi” e dei “soprannomi”. La lista è interminabile ma ve ne anticipiamo qualcuno: “Ambasciatore“. “Console“, “Berlusconi“, “Il Serpe“, “Il Trota“, “I predoni“, “Trippone“, “Fogna” e “Giuda“.  Badate che questa vicenda non è un romanzo di appendice o una storia di fantasia. E’ una storia vera di gente entrata o uscita di galera, di chi ci finirà presto ed anche di chi purtroppo non ci finirà mai. Ci sono morti, scomparsi e suicidiMalversazioni che hanno influenzato e continuano ad determinare le economie di tre paesi e provocato la caduta di un governo.

Conformemente alla deontologia riferisco punti di vista, linguagio ed espressioni dei protagonisti a discapito della sensibilità ed impressionabilità dei  lettori. Questa non è certo una storia adatta a mettere a letto i bambini dell’asilo ed io purtroppo, non ho mai davvero avuto l’ambizione di dirigere il giornalino aziendale. Come tutti i cronisti d’inchiesta sono consapevole di evocare la suscettibilità di comunità che tendono a far cerchio, ma – indipendentemente dalle antipatie e dal disprezzo che susciterò a “benpensanti” “omertosi“ed “amici degli amici” – questo è il mio ingrato ruolo. Io e Colusso ci conoscevamo bene, e conoscevamo anche tutti gli altri protagonisti e persino le comparse di questa triste vicenda. Per me comunque “erano e sono solo questioni di business  e non questioni personali“Papaleo lies incapacitated in his hospital bed in Phuket

Mi chiamo Antonio Papaleo, detto anche “Tony LoneWolf ho preso cinque “zaccagnate di liccasapuni ma sono scampato “utri ca fossa. Galimberti come dicevamo non c’è più e anche Pierantonio “Zio Toni” Palombi, che Jan Kuciak nel suo articolo postumo nomina continuamente, è scomparso da qualche mese. Palombi si era comunque tolto i sassolini dalle scarpacce facendomi moltissime ammissioni e anche qualche confessione, tutte debitamente registrate.

Il Ragioniere” Loris Colusso è invece finito a “dormire coi pesci”. Mi spiace infinitamente per lui. Non era così che doveva andare ma bisognerà comunque capire come e perché. Questo articolo è il primo di una lunga serie…

 

Antonio Aldo “Tony” Papaleo esprime le sue più sincere
condoglianze alle signore Serena ed Ornella Colusso

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