Chi bussava alla porta di Colusso?

Perché una troupe di giornalisti RAI ha tentato invano di intervistare Loris Colusso? Come mai Buongiorno Slovacchia li accusa di essere “sedicenti giornalisti”? Su che basi “Nemo mi manda Rai2” si interessava tanto a Nino “il Vitello” Vadalà quanto a Loris “il Ragioniere” Colusso? E dove era intanto l’inviata della Rai Maria Grazia Mazzola? Per districare, almeno in parte, questa stramba vicenda bisogna iniziare a raccontarla dall’inizio, almeno l’inizio noto a tutti i lettori di Buongiorno Slovacchia. 

“sedicenti giornalisti RAI” tentano di intervistare Loris Colusso (6 marzo 2018) photo via www.Buongiornoslovacchia.sk
“sedicenti giornalisti” tentano di intervistare Loris Colusso 6/3/2018 – photo buongiornoslovacchia.sk

Un curioso articolo del 7 marzo 2018 racconta che “nel pomeriggio di lunedì 6 marzo una sedicente troupe di Rai2 si è presentata (…) facendo strane domande e riprendendo gli uffici senza alcuna autorizzazione”. E continua “invitati a presentarsi, i due si sono detti giornalisti di Rai2 venuti per un’intervista“. Un paragrafo sotto precisa che “all’ennesima richiesta di presentarsi, i due hanno detto di essere giornalisti italiani della TV di Stato, e precisamente di Rai2“.

“sedicenti giornalisti RAI” tentano di intervistare Loris Colusso (6 marzo 2018) photo 2 via www.Buongiornoslovacchia.sk
i “sedicenti giornalisti” sono in realtà una troupe di Nemo Rai2 – photo buongiornoslovacchia.sk

Sin qui si capisce solo che agli “inviati speciali” non è stata riservata una calorosa accoglienza. Leggendo ancora sembra di capire qualcosa: “la troupe è sembrata ignorare l’esistenza del quotidiano Buongiorno Slovacchia“. Sarà per questo che i visitatori sono risultati sgraditi agli occhi dei collaboratori del “direttore” Pierluigi Solieri e dell’editore Loris Colusso? Può essere stata questa una ragione bastante a scaricarli anche poco gentilmente? Certamente no.

Occorre però considerare che la visita è avvenuta nel periodo immediatamente successivo all’omicidio di Martina Kusnirovà e Ján Kuciak. Ecco perché non si può che concordare con quello che scrive l’anonimo estensore dell’articolo. “Diverse cose di questa “visita” lasciano perplessi, tra cui il fatto che Buongiorno Slovacchia, tramite due suoi collaboratori, stava lo stesso giorno già collaborando con giornalisti di Rai2 (ufficiali) e Rai1 presenti in Slovacchia”.

Vista la situazione i “giornalisti ufficiali” avrebbero dovuto evitare di “collaborare” con chiunque potesse avere in qualche modo un possibile conflitto di interessi. Non a caso uno degli aspetti più invisi al pubblico slovacco nella vicenda Kuciak è il ruolo dell’infame Peter Tóth.

Loris Colusso si fa negare e rifiuta l’intervista

il giornalista di RAI2 Daniele Piervincenzi
il giornalista di RAI2 Daniele Piervincenzi

Ciò nonostante “vista la loro insistenza per parlare con qualcuno, la dipendente ha chiamato al telefono l’amministratore di Slovakia Group, nonché editore di Buongiorno Slovacchia, in quel momento all’estero“. Loris Colusso, secondo quanto riporta il suo stesso giornale avrebbe quindi “parlato con i sedicenti giornalisti“. Ma “essendo di rientro in sede solo il giorno successivo ha risposto di non poter essere loro d’aiuto. I due hanno lasciato intendere di fermarsi ancora qualche giorno a Bratislava prima di spostarsi e (…) l’editore ha dato la propria disponibilità ad una eventuale intervista a condizione che gli fossero inviate le domande in anticipo, vista la particolarità del tema e la stranezza della situazione“.

Daniele Piervincenzi, cronista d'inchiesta per "Nemo, Nessuno Escluso"
Daniele Piervincenzi “Nemo nessuno escluso”

Assodata l’indisponibilità di Colusso “i sedicenti giornalisti hanno quindi detto che avrebbero visitato anche la Camera di Commercio Italo Slovacca (…) e si sono dileguati senza lasciare alcun nome o numero telefonico“. Presa dal panico “la redazione ha fatto alcune verifiche sia con i giornalisti di Rai2 in Slovacchia in questi giorni che con la sede Rai di Saxa Rubra, ma nessuno sembra essere a conoscenza di questa troupe”.

La sconvolgente identità dei visitatori misteriosi

Pur non essendo presenti alla visita possiamo ipotizzare che il resoconto sia parziale e che lo scopo dell’articolo sia fazioso e vagamente delegittimatorio. Perché un imprenditore noto per la sua voluta e ricercata notorietà si sarebbe mai negato ad un  qualunque intervistatore? Quale era il tema particolare e perché la situazione era strana? Cominciamo dall’inizio, da alcuni fatti sorprendenti che siamo in condizione di rivelare in esclusiva assoluta.

Daniele Piervincenzi dopo la Capocciata
Daniele Piervincenzi dopo la Capocciata

Per prima cosa i “sedicenti giornalisti” non erano affatto sedicenti e venivano veramente per conto di “Mamma RAI”. Dalle foto delle telecamere di sicurezza pubblicate da buongiornoslovacchia.sk [che noi abbiamo semplicemente linkato a questo articolo e quindi vi mostriamo come appaiono nel loro archivio] è possibile identificare con certezza il naso di Daniele Piervincenzi e la sagoma del suo autore Emanuele Piano.

Daniele è un testardo cronista d’assalto, per intenderci quello che si è preso una capata da Roberto Spada e proprio per questo il suo naso rotto non passa inosservato. Tutto si può dire di lui tranne che non sia un giornalista bravo e coraggioso . Quanto ad Emanuele (col quale mi scuso per averlo costretto a chiedermi scusa, lui sa di cosa parliamo) è indubbiamente uno dei migliori producer della FremantleMedia ed il cofondatore di un media investigativo internazionale.

L’intervista a Vadalà, Rodà e Colusso

il "ragioniere" Loris Colusso
il “ragioniere” Loris Colusso

Ma cosa ci facevano i due giornalisti ed un operatore del programma “Nemo, nessuno escluso” di RAI2 alla porta di Loris? E perché Colusso non gli ha voluto concedere udienza? Cosa avrebbero potuto chiedere? Cosa poteva e sopratutto cosa non poteva essere detto?

Noi lo sappiamo ma prima di poter svelare questi ed altri enigmi dobbiamo aspettare. Occorre prima che il filo della nostra narrazione si sviluppi, un articolo alla volta. Solo così potremo fare piena luce su un complesso intrico di vicende. Non vogliamo però lasciarvi senza una ulteriore e finale rivelazione.

Il giorno dopo aver tentato di intervistare Loris Colusso i “sedicenti giornalisti” sono riusciti a far “cantare” sia Nino Vadalà che suo suocero Pietro Rodà. Un breve spezzone di quelle interviste è stato mandato in onda sul secondo canale della Rai nel corso della trasmissione “Nemo, nessuno escluso”. Era il 9 marzo, solo due giorni dopo la visita agli uffici di SlovakiaGroup.

Comparando il filmato alle foto si nota che Piervincenzi non aveva fatto in tempo a cambiarsi di abito.  Sia sulla porta degli uffici del “ragioniere” Colusso che al cancello della villa del “vitello” Vadalà porta una giacca con lo stesso inconfondibile stemma. Buona visione!

 

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